Mattarella non vuole sciogliere il CSM! Teme anche lui Palamara?

AGGIORNAMENTO: In arrivo possibili dimissioni di Mattarella?

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Tangentopoli non sarà niente rispetto a quello che accadrà o potrebbe accadere nelle prossime settimane intorno al caso Palamara. Si, perchè mentre nel 1992 i magistrati colsero la palla al balzo e secondo alcune teorie, con una chiara regia straniera, annientarono la DC attuando un golpe bianco in Italia, oggi è proprio la magistratura ad essere emersa come organizzazione corrotta, deviata ed eversiva che rischia di essere annientata. Non la magistratura tutta, sia chiaro, ma solo quei vertici a cominciare da CSM e ANM che, sul piano del fatto, controllano e condizionano i processi, usati come strumenti di lotta politica quando si tratta di eliminare e/o screditare uomini politici della corrente avversa e/o aiutare imprenditori legati con la corrente politica sostenuta. Una organizzazione criminale che probabilmente anche molto prima dell’avvento di Luca Palamara, ha prosperato in Italia. Palamara ha operato fino all’estate del 2019, poi dopo lo scoppio dello scandalo è stato sospeso dalle funzioni, ma non è mai stato raggiunto, nonostante la gravità inaudita dei fatti, da provvedimenti di custodia cautelare. Si ha paura di arrestarlo perchè se iniziasse a parlare lui cascherebbero giù tutti gli altri?

Mattarella uno di noi. Salvini è stato l’ultima vittima, in ordine di tempo, dell’uso politico dei processi messi in atto dalla sinistra con la complicità di magistrati compiacenti che avevano in Palamara la figura di vertice. I collegamenti tra PD e toghe colluse è scritto nei messaggini che Palamara si scambiava con i suoi colleghi. Qualcosa però non deve aver funzionato perchè chi ha voluto far cadere Palamara facendo uscire tutto questo immondezzaio o non si è accontentato o ha deciso che “questo sistema di potere” deve cadere per essere sostituito da un altro, si spera almeno basato sulla sovranità popolare (ma sarà difficile). Negli ultimi giorni tutti si sono interrogati sui silenzi di Mattarella. In qualità di Capo dello Stato è anche presidente del CSM. La domanda che tutti si sono posti è stata: è mai possibile che lui, vertice istituzionale del CSM, non sapesse nulla di quello che stavano combinando i vertici della magistratura? Una “operazione di così vasta portata”, che coinvolge un partito politico importante anche se in disgrazia di consensi come il PD, una parte rilevante del mondo del giornalismo e del mondo imprenditoriale avente come fine quello di conservare il potere in palese contrasto con la volontà popolare, in parole povere, una attività eversiva, non poteva essere realizzata senza il benestare del Capo dello Stato oppure Mattarella è così distratto e superficiale da non essersi mai accorto di nulla? I suoi silenzi inducono più di un sospetto. Palamara ha citato anche lui, Mattarella, nei suoi infiniti messaggini. Al cantante Antonello Venditti disse del presidente della Repubblica: Mattarella? E’ uno di noi. Quel “noi” vuole alludere alla organizzazione di cui lui era la figura di spicco? Il collante tra mondo politico di sinistra e magistratura deviata. Ieri però Mattarella ha rotto il silenzio, benchè le sue parole sono apparse paradossali.

Se ne occupino Governo e Parlamento. Mattarella se ne lava le mani. Ha il potere di sciogliere il CSM, un potere che poi gli deriva dal combinato disposto delle norme costituzionali in virtù delle quali e nel rispetto del principio di separazione dei poteri, quale organo di emanazione (sebbene indiretta) della volontà popolare, è stato preposto alla presidenza del CSM e soprattutto dall’art. 31 della Legge n. 195 del 1958, secondo cui il Capo dello Stato può sciogliere il CSM in caso di impossibilità di funzionamento. Formalmente, in questo momento, il CSM non è impossibilità a funzionare (si dovrebbero dimettere o dovrebbero decadere più di metà dei suoi componenti) ma ad una più attenta analisi questo “sistema” è stato concepito proprio per collegare le sorti del CSM alle sorti del regime istituzionale di riferimento. Mattarella, la cui abilità di strategia non è in discussione, è stato molto chiaro. Se ne occupino Governo e Parlamento, in modo che lui intervenga solo in caso di estrema ratio. Il fatto è che se, come si è vantato Palamara, anche Mattarella è o sarebbe coinvolto in questa organizzazione deviata, è difficile immaginare una presa di posizione del Capo dello Stato nella vicenda. In tutto questo, però, c’è l’incognita della difficile situazione in cui versa il Paese a causa di una pandemia che è stata strumentalizzata da un regime morente per allungare la sua penosa esistenza. Quel regime è proprio rappresentato dal PD e dalla “organizzazione Palamara”. Una incognita che difficilmente potrà essere gestita. E le conseguenze potrebbero essere inimmaginabili. Sciogliere il CSM per Mattarella sarebbe semplice. Potrebbe “indurre” alle dimissioni la metà degli attuali membri e il gioco sarebbe fatto. Ciò richiederebbe un Capo dello Stato imparziale, che non avrebbe quindi timore di mandare a casa gente come Davigo ed altre vacche sacre della magistratura italiana. Qui, però, stiamo tutti quanti sprofondando nella fantascienza allo stato puro.

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