Il coronavirus è un colpo letale al capitalismo e ‘un’opportunità’ per reinventare la società.

L’emergenza coronavirus porta alla luce un altro virus che infetta la società: il capitalismo e ci spinge a una società nuova fatta di solidarietà globale. Questa la teoria di Slavoj Zizek, filosofo, ricercatore e critico del sistema capitalistico, che su Russia Today, fa un lungo trattato sulla situazione odierna.

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“Man mano che il panico si diffonde sul coronavirus, dobbiamo fare la scelta definitiva: o mettiamo in atto la logica più brutale della sopravvivenza del più adatto o parliamo di comunismo globale”, spiega Zizek.

Zizek sottolinea che il coronavirus mostra l’insostenibile realtà di un altro virus che infetta la società: il capitalismo. Mentre molte persone muoiono, la grande preoccupazione degli statisti e degli uomini d’affari è il colpo all’economia, alla recessione, alla mancanza di crescita del prodotto interno lordo e simili. Non a caso, ieri parlavamo proprio del primo ministro australiano che ha deciso di non chiudere le scuole perché sarebbe stata una grave perdita per il Paese in termini economici.

“Questo collasso economico è dovuto al fatto che l’economia si basa fondamentalmente sul consumo e sulla ricerca di valori promossi dalla visione capitalista, come la ricchezza materiale. Ma non dovrebbe essere così, non dovrebbe esserci una tirannia del mercato”, spiega il filosofo.

Zizek suggerisce che il coronavirus offre anche l’opportunità di prendere coscienza degli altri virus che si sono diffusi nella società e di reinventarla. “L’attuale espansione della pandemia di coronavirus ha scatenato le epidemie virali ideologiche latenti nelle nostre società: false notizie, teorie cospirative paranoiche ed esplosioni del razzismo”, spiega ancora.
La necessità medica della quarantena ha fatto eco alle pressioni ideologiche, ma forse dice Zizek, un altro – e più vantaggioso – virus ideologico si diffonderà e forse ci infetterà: il virus del pensiero di una società alternativa, una società al di là dello Stato-nazione, una società che si nutre di solidarietà globale e cooperazione. Zizek ritiene che ciò che sta accadendo possa essere paragonato al colpo mortale del film Kill Bill. Chi lo riceve può continuare le sue attività per un po’, bere un drink, fare conversazione, ecc., anche se presto il suo cuore esploderà inevitabilmente e morirà:

“La mia modesta opinione della realtà è molto più radicale: la pandemia di coronavirus è una forma speciale di “tecnica cardiaca esplosiva” nel sistema globale capitalista, segno che non possiamo continuare sulla strada che abbiamo seguito finora, che è necessario un cambiamento”.

Zizek nota numerosi paradossi. Mentre il coronavirus ci costringe a isolarci, “obbliga anche a reinventare il comunismo basato sulla fiducia nelle persone e nella scienza”. Il filosofo ritiene che sia necessaria una nuova comprensione del comunismo e che, soprattutto, la comunità debba essere cambiata. Un altro paradosso è quello che nell’era in cui l’essere umano è più isolato, deve isolarsi ancora di più.

“Ma forse – chiosa il filosofo- da questo isolamento emergeranno nuovi valori e si riaffermerà l’importanza della comunità, della convivenza e dell’intimità”.

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