Quando la pelle nera… diventa meno nera.

The Last Dance, la serie tv su Michael Jordan diventa la più vista di sempre su Netflix in Italia.

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Anche La casa di carta deve inchinarsi a Michael Jordan. La serie tv The Last Dance, otto ore divise in dieci episodi per raccontare vita e miracoli (sportivi) della stella dei Chicago Bulls, batte l’heist movie spagnolo e diventa la più vista di sempre su Netflix dagli abbonati italiani.

Il documentario non è ancora stato interamente trasmesso (lunedì 18 usciranno le ultime due parti) ma i numeri diffusi dalla piattaforma di streaming a pagamento non lasciano dubbi: Michael Jordan, Scottie Pippen, Dennis Rodman hanno colpito ancora trasformando in oro un prodotto che li vede come protagonisti con Jordan uomo immagine.

La domanda a questo punto nasce spontanea. Dove si rifugiano gli italiani dichiaratamente xenofobi quando in TV vengono mostrate le gesta sportive dei campioni di colore dello sport? Che cosa differenzia queste star dai migranti irregolari che cercano un futuro sulle nostre coste?

Evidentemente la discriminazione sempre più diffusa nel nostro paese nei confronti delle persone di colore non può essere identificata correttamente nelle parole razzismo e xenofobia. Forse la parola più adatta a descrivere il fenomeno è la parola classismo.

Se le persone di colore godono di talento sportivo e possono esibire un portafogli a fisarmonica che testimoni la loro piena realizzazione nella società dei consumi gli italiani sono ammaliati da tanto successo a tal punto da portare la serie televisiva in cima alla classifica Netflix di sempre.

Se le persone di colore soffrono invece la morsa della povertà e non sfoggiano orologi ed auto costose allora diventano persone da disprezzare e mantenere ai margini della società nella condizione di non poter trovare altra possibilità esistenziale che vivere di espedienti nel totale degrado umano e sociale. Degrado che perpetua la loro condizione di emarginati.

Quanti migranti potrebbero avere una sorte simile al blasonato Michael Jordan ma vengono esclusi dalla nostra ipocrisia? Quali opportunità e percorsi di seria integrazione offriamo oggi alle persone alle quali permettiamo di raggiungere il nostro paese per motivi umanitari? In che modo offriamo l’opportunità a costoro di realizzarsi nel nostro paese? Quanti sono oggi i Musa Juwara ai quali uccidiamo i sogni?

La bellezza del televisore in salotto consiste nel fatto che non mi vincoli a pormi delle domande e darmi delle risposte compromettenti. Che spettacolo Mike Jordan… per fortuna non sarà mai un afroitaliano.

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