Nicola Porro furibondo con Giuseppe Conte: “Prolunga lo stato di emergenza?”, gesto dell’ombrello e dito medio.

Siamo schiavi di Conte e Casalino!

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“Sono furibondo”. Inizia così la zuppa quotidiana di Nicola Porro ed è facile intuire che sarà piena di fuochi d’artificio. D’altronde è difficile restar calmi dinanzi ad un Giuseppe Conte che una mattina si alza e decide di prolungare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre: una soluzione comoda per evitare l’autunno caldo e rimanere in poltrona il più a lungo possibile, pazienza se la democrazia viene calpestata. Sì perché lo stato di emergenza significa che il premier può prendere le decisioni senza passare dal Parlamento e neanche dal Consiglio dei ministri.

“Hanno creato il terrore del virus e della seconda ondata”, sbotta Porro che poi racconta un aneddoto personale: “Mi ha chiamato un amico per una cosa da fare in barca. Mi è stato chiesto di fare il tampone, sapete cosa dico io?”. E qui parte il gesto dell’ombrello: “Ve la prendete in faccia la barca, non rifaccio il tampone dopo che tutto quello che ho fatto durante la malattia. Ve la prendete in quel posto perché siete dei servi che giustificano lo stato di emergenza”. Poi il giornalista di Rete4 se la prende con i giornali che parlano di allarme Covid in dieci regioni: “Ma quale cacchio è l’allarme? Si è alzato quell’indice, non questo (e mostra il dito medio, ndr), solo perché ci sono pochi casi. Tutto questo pessimismo e questa paura hanno portato ai pieni poteri di Conte e Casalino”.

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