LAMPEDUSA, POLIZIOTTI SMENTISCONO GOVERNO: “NESSUNO CONTROLLA CHI SBARCA”.

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L’hotspot di Lampedusa è al collasso ormai da giorni. Oltre un migliaio gli sbarcati nel giro di tre giorni. COn i traghetti di linea che non tengono il ritmo e non riescono a traghettarne in Sicilia prima che ne arrivino altri. Sono oltre 700 i clandestini presenti ed ogni giorno continuano ad arrivare senza soluzione di continuità.

E i poliziotti accusano il governo. I migranti “vengono presi e portati direttamente al Centro, senza che nessuno abbia escluso tra loro la presenza di malattie infettive, covid19 compreso”. Gli “ospiti” del Centro sono “ammassati in barba al distanziamento sociale e senza mascherina e i pochi che ne sono provvisti, la indossano in modo errato”, accusano gli agenti da Lampedusa.
Le operazioni di sbarco, controllo, trasporto e vigilanza nel Centro vengono, inoltre, effettuate da un numero esiguo di agenti di polizia “senza che siano garantite le minime condizioni di sicurezza, anche igienico sanitarie”. Quei pochi poliziotti presenti, inoltre, sono di conseguenza sottoposti

Fanno da servetti ai clandestini. A questo li ha ridotti il governo.

Degli 8.988 clandestini giunti in Italia seguendo la “rotta tunisina”, secondo quanto dichiarato al momento dello sbarco, il 26% arriva dalla Tunisia, il 19% dal Bangladesh, il 9% dalla Costa d’Avorio, il 5% dall’Algeria, il 5% dal Sudan, il 4% dal Marocco, il 3% dalla Guinea, il 3% dalla Somalia e il 2% dal Pakistan.

“I servizi di scorta, poi, non solo non tengono conto delle prescrizioni ministeriali sulle unità da impiegare in proporzione al numero degli accompagnati, ma che di fatto contribuiscono ancora di più a dimezzare il personale presente sull’Isola”, denunciano. “Se servono una o due squadre per l’accompagnamento in nave verso Porto Empedocle, sull’isola restano solo 30 agenti a gestire ogni tipo di emergenza”, aggiungono.

Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, sentito telefonicamente dal Giornale.it, denuncia la totale mancanza di qualasi cordone di sicurezza: “Anche la necessità di difendere gli appartenenti alla polizia di Stato da eventuali contagi è venuta meno perché ormai il contatto tra le persone, il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale da parte degli immigrati clandestini all’interno del centro, le condizioni igieniche sono indecenti”. E aggiunge: “Noi lo abbiamo ribattezzato ‘hotel inferno’ perché le condizioni in cui versano gli immigrati e gli agenti di polizia sembrano un girone dantesco all’interno del quale non c’è sicurezza per nessuno. Pur non volendo entrare nel merito delle politiche sull’immigrazione che vuole adottare il governo, riteniamo che il modo in cui viene gestita questa emergenza e l’accoglienza di queste persone sia del tutto inaccettabile”.

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