Trasformismo ideologico nell’era del capitalismo mondialista.

La trasfigurazione della sinistra in partito liberista e mondialista intollerante nei confronti di chi contrasta la liturgia del pensiero unico.

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Una ennesima perla di razionalitá emerge oggi dalle parole di Diego Fusaro. Diego affronta il tema delle ideologie nell’epoca del globalismo finanziario e afferma che quella entità che si ha il coraggio di chiamare sinistra in Italia in realtà è una realtá politico/affaristica mondialista e liberista che da anni mette in atto azioni sbilanciate a favore dei proprietari dei mezzi di produzione transnazionali e degli interessi finanziari prima che economici .

Per intenderci la famosa sinistra italiana (defunta da almeno 30 anni) è quella della cancellazione dell’articolo 18, quella del job act, quella dei decreti salva banche, quella della regolarizzazione del precariato, quella dei favori agli Agnelli, quella degli attacchi alla costituzione, quella succube delle lobbies e schiava di Bruxelles. Quella, in definitiva, perfettamente in linea con il pensiero unico tecnocapitalista sorto dopo l’abbattimento del muro di Berlino.

“Sinistra” da anni è un termine liturgico svuotato di ogni contenuto storico e significato coerente alle politiche socialiste di antica memoria. Una sinistra camaleontica quella odierna che della sinistra storica conserva meramente il nome.

In questo contesto ideologico trasfigurato, fascisti diventano tutti coloro che osteggiano il globalismo ed il pensiero unico mercatale e liberista che come un incontestabile credo laico ha mercificato lo scibile umano e offuscato le coscienze.

Oggi in Italia vengono etichettate come fasciste idee socialiste, stataliste, a favore dell’interesse popolare e nazionale, idee progressiste che appaiono conservatrici all’altare del capitale.

Viene etichettato come fascista chi ha a cuore le politiche a favore
dei diritti del lavoro, a favore e sostegno delle economie nazionali, dell’equità e della giustizia sociale, del diritto all’istruzione e alla salute pubbliche.

La sinistra è quella fazione politica che Fusaro non si permette non a caso di chiamare rossa per non bestemmiare. La chiama fucsia. La sinistra è quella fazione politica che ha accettato come credo laico inconfutabile la liturgia globalista e liberista. La sinistra è quella fazione politica che ha sostituito la classe operaia con la classe migrante nella nuova internazionale socialista della carne merce. La sinistra è quella fazione politica che ha sostituito ai confini nazionali, quelli indefiniti del globo, ai paradigmi di cittadino quelli di abitante del mondo. Alle sofferenze dei connazionali quelle dell’universo, alla libertà il regime terapeutico che assume la paura come unico ed efficace mezzo di persuasione, di controllo, di governo. La sinistra non esiste.

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